Dal presenteismo classico al presenteismo virtuale: come evitare l’effetto burnout

Maggio 25, 2021

Presenteismo virtuale burnout Talentia Software

La “sindrome da burnout” è sempre stata al centro delle preoccupazioni degli HR manager. Mentre il notevole aumento del lavoro da remoto diventa la nuova normalità, questa preoccupazione assume una nuova dimensione. Oltre a minimizzare l’impatto negativo del presenteismo virtuale, è necessario monitorare il “tecnostress”.

Così come il presenteismo è un peso per la produttività, la sensazione di essere costantemente connessi e la disponibilità 24 ore su 24, accentuata dal COVID-19, può innescare delle dinamiche di burnout. A maggio del 2019, l’OMS ha ufficialmente riconosciuto che lo stress da lavoro ha un impatto negativo sulla salute psico-fisica dei lavoratori. D’altro canto, la stessa OMS stima che una persona su cinque soffrirà di un qualche tipo di problema legato alla salute mentale nella realtà post-pandemia. Il doppio rispetto all’ordinario.

Usare la tecnologia per gestire gli obiettivi ed eludere il presenteismo virtuale

Sebbene possa sembrare controintuitivo, la digitalizzazione può  minimizzare l’impatto negativo del presenteismo virtuale. Specialmente quando si tratta di collegare la produttività alla gestione per obiettivi (MBO), che limita il tempo trascorso online e la sensazione di essere sempre disponibili e connessi anche se non si contribuisce direttamente agli obiettivi strategici.

L’utilizzo di un software HR consente anche di sviluppare una comunicazione interna dinamica che attenua la sensazione di isolamento e solitudine. Inoltre, mitiga il senso di incertezza poiché permette di affrontare situazioni dinamiche e instabili  attraverso la condivisione di obiettivi, soluzioni e criticità con il resto dell’organizzazione.

A ragione, si teme che il presenteismo si stia replicando anche nell’ambiente digitale. Non si può escludere che se ne siano manifestati alcuni casi, tuttavia la gestione delle Risorse Umane può arginare il il rischio di presenteismo virtuale.

  • Valutare la performance tramite i KPI

    Oltre al tempo di connessione o alla disponibilità online, l’evoluzione dei progetti, e quindi la produttività dei dipendenti, dovrebbe essere collegata a parametri relativi a obiettivi strategici chiari e a traguardi da raggiungere. Il presenteismo da remoto non dovrebbe essere considerato un indicatore di performance.

  • Creare una comunicazione fluida

    Attraverso canali informali che consentano di condividere sensazioni, ostacoli e soluzioni nel flusso di lavoro da remoto. Ciò riduce in modo significativo la sensazione di essere soli nell’affrontare situazioni che, in realtà, sono simili a quelle di altri membri del team.

  • Promuovere la riconciliazione

    Gli strumenti di gestione delle Risorse Umane da remoto consentono di stabilire modelli, orari, turni e rotazioni di lavoro che contribuiscono al raggiungimento degli obiettivi. Grazie a questi strumenti, è possibile stabilire una dinamica operativa che punta alla riconciliazione con la vita privata anziché al “dirottamento” di tutto il tempo dei dipendenti verso attività lavorative.

Sebbene il presenteismo virtuale costituisca un rischio, l’uso combinato di un software HR con un’adeguata politica aziendale di “diritto alla disconnessione” può tenere lo spettro del burnout lontano dall’organizzazione.